UN MILIONE DI BUGIE

O IL SECONDO NOME DI MARCO POLO

Se Anderson si ispira a Calvino, Calvino si ispira a Marco Polo. Il secondo capitolo di Imaginary Cities, Gli inganni della memoria, si apre infatti con un Marco Polo in prigione…

Nel 1296, un Marco Polo di mezza età si trovava sfortunatamente in prigione. Era stato catturato nel Mediterraneo orientale al timone di una galera veneziana da marinai rivali, della Serenissima Repubblica di Genova. Dato che le due repubbliche erano impegnate nella guerra di San Saba, tutto ciò era assolutamente inopportuno, soprattutto perché aveva a bordo una catapulta da assedio. La sorte di Marco Polo cambiò quando scoprì che il proprio compagno di cella, Rustichello da Pisa, era uno scrittore, ed era anche un’entusiasta ascoltatore delle storie dei viaggi di Polo nei misteri dell’Oriente. Si trattava di buona sorte, dato che rese famoso Marco Polo. Ed era una cattiva sorte, per la medesima ragione.

Scritte inizialmente come una guida per i mercanti in rapida crescita, le digressioni e le tangenti che componevano i quattro libri “Descrizione del mondo” erano molto affascinanti, ma scarsamente credibili. Divennero immensamente popolari, ma valsero a Polo il crudele soprannome “Il Milione” (l’uomo dal milione di bugie). Si mise in dubbio il fatto che avesse mai viaggiato, se non con la propria straordinaria immaginazione.

[…]

Ora possiamo riversare su Marco Polo il nostro sdegno per aver descritto sirene del deserto, colossali uccelli che mangiavano elefanti, stregoni pagani che controllavano le tempeste di sabbia, o per aver affermato di aver visto l’arca di Noè incagliata sulla cima innevata di una montagna. A quell’epoca, tutto ciò era lievemente più incredibile di quando affermava di aver visto rocce che prendono fuoco, denaro di carta, le montagne più alte del mondo, città dorate avvolte dalla seta più pregiata.

Egli fanno tali cose per opere di diavoli, che non si vuole contare in questo libro, peroché troppo se ne maraviglierebbero le persone.
-Marco Polo, Il Milione

Davanti a uno spazio vuoto sulla mappa, ci rivolgiamo al fantastico. Non considerate solo i serpenti marini e gli “hic sunt leones” delle mappe antiche, ma le fattezze degli extraterrestri con cui abbiamo popolato i paesi lontani nella nostra era della ragione.

E oltre ad immaginarli, questi luoghi e questi esseri fantastici li abbiamo illustrati. Uno dei più bei codici miniati è proprio Il libro delle Meraviglie, ossia il Milione di Marco Polo, illustrato dal Mastro d’Egerton, digitalizzato dalla Bibliothèque nationale France.

Nota [6]

Titolo
Il Milione
Autore
Marco Polo
Editore
BUR
Curatore
Marcello Ciccuto